«Un capolavoro emozionante sulle storie che diventano realtà. The Times» «Emozionante, spaventoso, romantico e avvincente. The Guardian» È una fredda notte d'inverno quando Karl entra alla Taverna del Cavallo Bianco, con l'aria di aver ingoiato una nuvola temporalesca. Il suo compito finale come apprendista orologiaio è quello di creare una nuova figura meccanica per il grande orologio che svetta con orgoglio nella piazza della cittadina di Glockenheim. Il giorno successivo dovrebbe mostrare a tutti la propria creazione... se solo ne avesse costruita una, se solo fosse stato in grado. Lì incontra Fritz, giovane scrittore, e anche lui ha un segreto: non ha finito di scrivere il racconto che si appresta a leggere in pubblico, ma spera che, una volta cominciato, il finale arrivi da sé, mosso dagli inesorabili meccanismi che regolano gli orologi e le storie... Comincia così una fiaba dal sapore gotico fatta di principi, automi, guerrieri meccanici e bambini perduti; una storia che, come gli ingranaggi di un orologio, si allontana dalla traccia principale solo per incastrarsi perfettamente in un congegno narrativo superbamente cesellato.
Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi va in palestra, poi a cena dai genitori, quindi esce con la sua cagnetta Micky e un amico. Una sera come tante, che però finisce male. Stefano con sé ha della droga e viene arrestato. E a casa non ci torna mai più. Quella che ha portato alla sua morte è una vicenda terribile, che Andrea Franzoso e Ilaria Cucchi ripercorrono passo dopo passo: la notte dell'arresto, la prigione, la morte, i depistaggi e la durissima battaglia giudiziaria. Ogni tappa del racconto apre a un approfondimento: sui nostri diritti, sul sistema carcerario, sul ruolo delle forze dell'ordine, sui tribunali. I fatti che hanno coinvolto Stefano diventano una storia che ci riguarda, una grande lezione di giustizia e di educazione civica, potente e necessaria perché tutti noi potremmo essere Stefano, e perché ciò che è accaduto a lui ci offende tutti.

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